NEWS: Da Agnelli a Prandelli:

la Juve si prepara a una nuova rivoluzione….

 

E ora bisogna rimboccarsi le maniche. C’è bisogno dell’aiuto di tutti per arrivare alla fine di questa disastrosa stagione: la società deve puntare a tenere unito lo spogliatoio, i giocatori devono credere nell’ultimo obiettivo rimasto (un piazzamento Champions) e i tifosi devono sostenerli. Per la tifoseria non sarà facile, dopo certi atteggiamenti in squadra, ma sotterrare l’ascia di guerra sarebbe quanto mai importante per il bene della Juve. Dopodiché se ne riparlerà in estate facendo tabula rasa e ripartendo con un progetto serio.

CAMBIO IN VETTA
Nell’estate di Calciopoli fu John Elkann a prendere per mano la Juventus aiutandola a risollevarsi dalle polveri. Elkann evitò che il club scomparisse e scelse gli uomini cui affidare il timone della nave. Una nave che, seppur tra mille difficoltà, riuscì controcorrente a ritornare in A e a riguadagnarsi il posto che le spettava. Un ringraziamento a quel che fu fatto era ed è inevitabile, ma è tempo di rivoluzionare tutto. Questa gestione non ha portato i frutti dovuti ed è giunto il momento di trovare qualcuno che in breve tempo rimetta le cose a posto. Il nome è quello che il popolo bianconero invoca da tempo, quello di Andrea Agnelli ovvero colui che secondo i più estremisti sostenitori della Vecchia Signora fu fatto fuori dagli stessi Elkann quando stava per arrivare alla guida della Juventus dei Moggi e dei Giraudo. Se già in passato i fiancheggiatori di Agnelli erano tanti, da ieri si sono moltiplicati: sul social network Facebook sono nati gruppi a suo favore che in poche ore hanno raggiunto migliaia di iscritti e nei sondaggi sui forum il figlio di Umberto ha battuto nettamente il cugino John Elkann. E proprio con il cugino, con cui ha ricucito i rapporti da tempo, ci sarebbe stato un incontro proprio ieri nel cuore di Torino - in piazza San Carlo - per parlare del futuro.

MISSIONE PRANDELLI
Con un rinnovamento ai vertici, ci sarà anche un cambio sulla panchina. Le dichiarazioni d’amore di Prandelli per la Fiorentina della settimana scorsa erano in realtà un mezzo per stanare i dirigenti della Juve e vedere se arrivava un’offerta reale perché sembrava che (almeno fino a giovedì sera) Blanc e compagnia stessero di nuovo puntando a spendere poco per la panchina affidandola a Zac. Dopo la disastrosa gara con il Fulham lo scenario è un po’ cambiato. Detto che Zac ha poche colpe, e anzi bisogna togliersi tanto di cappello per quello che è riuscito a fare in questi mesi, ci vuole un rinnovamento nello spogliatoio che cominci da un tecnico in grado di ristrutturare tutto e poter lavorare anche con elementi nuovi. L’arrivo di Prandelli, infatti, darà il “la” ad una serie di operazioni di rinnovamento.

GENTE CHE VA…
Basta con i giocatori che nel 2006 sposarono la causa bianconera in piena Calciopoli: a loro bisognerà dire grazie per sempre, ma è necessario cambiare e soprattutto ricominciare. Questa è la prima mossa da fare: gente come Trezeguet e Camoranesi non sono più in grado di fare la differenza. O accettano il ruolo di chiocce o è meglio che cambino aria. Non possono più pretendere di fare i titolari inamovibili, non hanno più il fisico per sostenere stagioni logoranti come quelle del calcio moderno. Trezeguet ha già detto che andrà via a fine campionato ed è forse meglio che non si rimangi la parola, seppur la sua sia tutto sommato un’ottima stagione. Stesso dicasi per Del Piero che dovrebbe rimanere, ma con un profilo più basso. Camoranesi, poi, passa più tempo in infermeria che in campo e per lasciargli spazio la scorsa estate è stato dato via Marchionni. Anche gli Zebina e i Cannavaro sembrano essere al capolinea. Per quel che riguarda Melo la speranza è che disputi un buon Mondiale per essere poi venduto.

…GENTE CHE RESTA

Per contro la Juve dovrà ricominciare da alcuni punti cardine. In porta Buffon non si tocca e magari la società potrebbe iniziare a muoversi per cercare il suo erede. La difesa deve necessariamente ripartire da Chiellini e Caceres, colonne portanti del futuro. A centrocampo, poi, saranno determinati le rese di Marchisio, Sissoko e dell’ultimo arrivato, quel Candreva che ha mostrato più personalità di gente più esperta di lui. Infine l’attacco dove un uomo come Iaquinta, se in condizione, può trascinare in alto la Juve a suon di gol. Per il resto sono tutti sotto esame, da qui a fine stagione.

Banner
Banner

QUESTO SPAZIO È DISPONIBILE
RICHIEDI INFORMAZIONI ADESSO


QUESTO SPAZIO È DISPONIBILE
RICHIEDI INFORMAZIONI ADESSO