Del Piero: «Inaccettabile l'aggressione a Zebina»

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Il capitano della Juve dopo il 2-1 sull'Atalanta: «Mi sento responsabile per questa situazione. Quando un mio compagno viene attaccato mi sento personalmente colpito»

TORINO, 28 marzo - «Non cambia nulla». Nonostante la vittoria sull’Atalanta, nonostante i 3 punti che valgono oro in chiave Champions League, nonostante il gol personale, Alessandro Del Piero non può essere contento. Prima di arrivare all’Olimpico per giocare la partita, la squadra è stata aggredita da un folto gruppo di tifosi. Ovvio che l’umore in casa bianconera non possa essere dei migliori. «Che cosa cambia con questa vittoria? Cambia ben poco - afferma il capitano subito dopo il match ai microfoni di Sky - se non che abbiamo fatto 3 punti, siamo tornati a vincere, in un momento ultradifficile, molto difficile per noi, per tantissimi motivi. Senza brillare abbiamo vinto. Questo ci deve un po’ di consapevolezza in più, di essere ordinati e concentrati, prima di tutto, poi, recuperare energie, gioco».

OBIETTIVI - L’obiettivo della Juve - la qualificazione alla prossima Champions - rimane ancora a portata anche se ieri il Palermo ha battuto il Bologna: «Certo, è cambiato ben poco per quello che è il nostro obiettivo finale - conferma il capitano bianconero - che ci siamo imposti, però, ci arriviamo passo dopo passo. Quindi, quello di oggi è un primo passo, lo consideriamo e lo accettiamo stravolentieri, visto il momento, poi, pensiamo a sabato prossimo». Dopo il gol di Del Piero, la moglie e un gruppo di sue amiche in tribuna hanno mostrato delle palette con il numero 10. È il voto che Alex si aspetta per la Juve a fine stagione? «A noi interessa solo un voto alla fine del campionato, che sia quarto, non quattro, quarto». Infine, un pensiero per il giocatore più contestato (insieme con Zebina) dai tifosi: Felipe Melo. Il brasiliano oggi ha segnato il gol della vittoria: «Sono felice per lui, ha fatto un grandissimo gol, è stato bravo a entrare a partita in corso, che non era facile. Continuiamo così».

L'INCONTRO - Più avanti, a mente fredda, Del Piero parla della difficilissima mattinata vissuta dalla squadra. E, soprattutto, del colloquio che ha avuto con i tifosi: «Ho ascoltato il loro punto di vista e la loro delusione. Quello che ci sentiamo di dire è che in un momento molto difficile per noi l'unica risposta possibile è sul campo. Non ci sono alternative, quindi abbiamo il dovere di andare in campo e dare il massimo e cercare di recuperare in classifica e anche il rapporto con i tifosi». Subito dopo l'incontro del capitano con i tifosi c'è stato l'inqualificabile tentativo di aggressione a Zebina. Del Piero condanna senza se e senza ma l'accaduto: «L'episodio di Zebina non deve accadere. Con me c'è stato confronto dai toni accaldati, visto il nervosisismo che c'era, ma civile. Quello che è accaduto dopo a me non piace assoluatmente. Non condivido e non mi sembra il modo giusto ed evidenzia cose non giuste per i tifosi che non sono tutti così. Mi sento chiamato in causa in pieno da questo momento, mi sento molto responsabile, quando i tifosi attaccano un mio compagno mi sento colpito. È stato un gesto sbagliato in una mattinata carica di tensioni incredibioli. Ma la tensione e la delusione dei tifosi le condividiamo anche noi. Non siamo contenti e non diciamo che stiano sbagliando. Siamo i primi a essrre delusi perché le premesse di questo campionato erano ben diverse. Adesso speriamo che i tifosi ci diano una mano».

IL FUTURO - Zebina, poco prima dell'intervista a Del Piero, ai microfoni di Sky ha detto che la delusione per la stagione deriva anche dalle eccessive aspettative create a inizio campionato. Alex la vede così: «Credo che Zebina si riferisse al momento che stiamo vivendo. Dobbiamo calarci in una realtà diversa da quella che era stata pensata. Nessuno pensava a questa situazione adesso cerchiamo di cambiare mentalità e fare sette gare ricavando il massimo e cercando di arrivare al quarto psoto».

TECNICA O NON TECNICA - Quando gli viene chiesto se l'attuale classifica della Juve non dipenda dal fatto che la squadra è tecnicamente mediocre, Del Piero risponde così: «Io non la penso così. La squadra non è poco tecnica. Certo ha reso sotto le sue potenzialità. Poi i discorsi su futuro non li devono fare i giocatori ma eventualmente la società. Noi abbiamo reso molto al di sotto delle nostre potenzialità».

RANIERI - Anche a Del Piero, come prima di lui a Bettega, viene chiesto di dare un parere su Ranieri. Il tecnico della Roma, l'anno scorso esonerato a due giornate dal termine, adesso sta lottando per lo scudetto. «È una domanda intelligente - risponde Del Piero - ma non mi sento di rispondere. Non è compito mio e qualcunque risposta che io dia non sarbebe corretta. Come giocatore devo attenermi alle scelte della società. . non mi sento di dire altro. è un discorso di competenze».

 
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